sabato 18 giugno 2016

Pulcinella, travestito da Bruno Leone, dal papa.

La notizia, all'apparenza, non dovrebbe riguardare questo blog. Il 16 giugno 2016  in Aula Paolo VI   il Papa ha incontrato i partecipanti al Giubileo dello Spettacolo viaggiante. 
Per l'occasione ha accarezzato una tigre di sei mesi ed un cucciolo di pantera ed ha accolto artisti circensi e artisti di strada.

Tra detti artisti si è esibito il nostro Bruno Leone, famoso guarattellaro napoletano... allievo e erede  di  Nunzio Zampella, storico guarattellaro

Bruno Leone è di Montemurro in Lucania. Suo padre, pittore, si trasferì a Napoli per insegnare all’Istituto d’arte, di cui divenne direttore. Anche sua madre era pittrice ed è morta all’improvviso mentre Bruno dava uno spettacolo di Pulcinella in Piazza San Domenico Maggiore. 
A Napoli, nel '78,  conobbe Nunzio Zampella, già vecchio e amareggiato.  Aveva rinunciato agli spettacoli in strada perché il pubblico non “chiamava” più, aveva messo in vendita burattini, copioni, scene, teatrino. Il museo del S. Carlo non aveva saputo che farsene , li aveva comprati invece il museo del Piccolo Teatro di Milano. 
Con Bruno Nunzio era stato all’inizio burbero e scostante, poi si era meravigliato: perché mai voleva imparare un’arte che non piaceva più a nessuno? Ma dinanzi alla sua insistenza gli rivelò a poco a poco ogni segreto. Fra le magie che ogni tanto Bruno portava a casa mia, comparve a un certo punto la pivetta - che contrariamente al detto popolare è un vero segreto di Pulcinella, di cui è gelosissimo. 

La pivetta è uno strumento che si inserisce tra la lingua e il palato e che usata abilmente conferisce a Pulcinella la sua voce chioccia. L’abilità è vitale: se non si manovra bene la pivetta si rischia di ingoiarla e di rimanerne soffocati. Il vero Pulcinella si distingue da quelli finti per l’uso della pivetta. Lo statuto dell’associazione dei punch inglesi prevede che può essere accettato come membro solo chi padroneggia la pivetta. Ma le pivette che Bruno mi mostrava non erano vere pivette. Nunzio, come tutti gli antichi maestri d’arte era restio a rilevare l’ultimo e essenziale segreto. Voleva anche mettere alla prova l’allievo, cedere solo a cospetto di una vocazione autentica e tenace. Perciò Bruno fabbricava le più varie pivette, con i più vari materiali, finché Nunzio, riconoscendo un giorno che Bruno si era sufficientemente approssimato al segreto, aveva aperto con solennità il cassetto del comò e gli aveva consegnato la sua. Una vera e propria regale investitura - rari sono i re che cedono lo scettro al più giovane.
dal sito guarattelle.it

Ho conosciuto Bruno Leone di persona,  la sua attività, come risulta dalla rete, non ha mai cessato di includere la divulgazione della figura di Pulcinella e della sua tradizione. Egli faceva parte di un gruppo di guarattellari, in una ludoteca...  in una viuzza ai lati di piazza Garibaldi insieme ad altri artisti di strada come la scomparsa Adele Fuccio, Roberto Vernetti ecc. poi ha tenuto diversi stage  nel corso degli anni in varie parti del mondo,  ha collaborato con grande entusiasmo con Salvatore Gatto ecc (non temete... approfondiremo poi, con calma in successivi post, tutti questi nomi).



Bruno leone è un guarattellaro amante della tradizione ma che non nega la modernità anzi. Egli spesso usa nei suoi spettacoli burattini o guarattelle costruiti con materiali non comuni o in modo creativo. La morte, ad esempio, ha la testa di latta. Le braccia deli personaggi spesso sono le dita stesse dell'artista. Talvolta egli non usa neanche il teatrino di legno ma diventa egli stesso, vestito come un Pulcinella-generale il teatro stesso: abbassa un panno attaccato sull'orlo del suo sombrero bianco e, in piedi, si esibisce in mezzo al pubblico.




Ma torniamo al titolo del post: che c'entra Pulcinella con il papa? È Bruno Leone che si è esibito al Vaticano.

Tra gli assaggi di “performance” rappresentate davanti al Papa, anche quella di un burattinaio, Bruno Leone, vestito da Pulcinella, che ha cominciato la sua esibizione con una marionetta che indossava la maschera partenopea più celebre al mondo. Poi altre marionette hanno preso il suo posto, manovrate sapientemente dal protagonista dello spettacolo, molto amato soprattutto dai bambini: quelli, numerosi, presenti oggi hanno riso e applaudito. Papa Francesco ha seguito tutto con curiosità, sporgendosi verso il burattinaio per seguire meglio: a tratti, è apparso un po’ perplesso, forse per la difficoltà di seguire il recitato in lingua napoletana. Momento culminante della performance, il taglio della testa a San Gennaro, che però “è sempre vivo per i napoletani”, ha detto Leone agitando un facsimile della boccetta con il sangue sciolto del santo.

Scusatemi, ma non riesco a togliermi dalla testa l'aneddoto raccontato  da  Benedetto Croce nel libro “I Teatri di Napoli: dal Rinascimento alla fine del secolo decimonono”:



“A Napoli c’è un luogo chiamato il Largo del Castello, ritrovo di fannulloni. Qui ogni pomeriggio, Monaci e saltimbanchi, borseggiatori e prestigiatori, si danno alle loro diverse occupazioni. Il Monaco (ché non ne ho mai visto più di uno alla volta) richiama quanta più gente può raccogliere,come  il Saltimbanco, con Pulcinella e i suoi compagni comici, si sforza di raccogliere il più vasto uditorio che può. 
Accadde un giorno che Pulcinella avesse un meraviglioso successo e il povero Monaco predicasse all’aria, perché non c’era vicino a lui anima viva. Mortificato e provocato da uno spettacolo di burattini, che, a dieci metri da lui, attirava l’attenzione della gente distogliendola dal Vangelo, rivolse il crocifisso verso tali indolenti sfaccendati e, con un misto di rabbia e di fede, profferì a gran voce “Ecco il vero Pulcinella”, “Ecco il vero Pulcinella, venite qui, venite qui!

martedì 14 giugno 2016

Vita di PULCINELLA di Ottavio Feiillet (recensione libro)

Questo libro, nelle sue versioni originali più vecchie, rilegate così e così... stampate con quel processo llà e con la copertina di quella carta che dicono loro... ho visto in giro... può valere anche sulle seicento euro. E vabbè... parliamo sempre di un libro dei primi del '900.
Non temete, sich!, la versione che è in mio possesso la comprai su una bancarella a pochi euro e già il nome dell'editore è tutto un programma: REPRINT.



Il libro:

Vita di Pulcinella e le sue numerose avventure di Ottavio Feuillet è catalogato come "libro di letteratura per ragazzi".
In effetti il racconto, scritto a corpo 14 e ad interlinea doppia, è una semplice favoletta che nulla toglie e poco aggiunge alla storia di Pulcinella. Anzi, in essa si ritrovano motivi cllassici del racconto fiabesco, come il tema dell'abbandono, del viaggio, della riscossa, che sono classici del genere e che si ritrovano anche nelle storie di Pinocchio, Ciuffettino, Putiferio, Pulcinelleide ecc...
Il racconto è raccontato da un narratore e parte dalla nascita di un bambino, Pulcinella appunto, nella casa della famiglia del barcaiolo Pulci.
I signori Pulci erano sposati da vent'anni e non avevano ancora avuto un bambino. la signora Pulci aveva comperato una culla... tanto per "cullare le sue noie".
Così, una bella sera, tra un imprecazione e l'altra... in gatto nero come il diavolo che scappa dal camino ed un uccellino candido che vola come un angelo, magicamente... i due guardarono nella culla e trovarono un bambino.
"...gli occhi di una madre sono sempre indulgenti, e non fanno caso di una gobba di più o di meno. Questo bambino poi non ne aveva che due; una che scendeva dallo stomaco aveva la forma di virgola, l'altra per equilibrare la prima s'alzava s'alzava sulla schiena simile ad un punto esclamativo. In quanto al viso poi non c'era niente che disgustasse, se si esclude un naso simile al becco di un pappagallo, di cui la punta toccava quasi un mento volto all'insù, e forniva un arco sopra una bocca larga larga come un forno".



In un primo momento il padre avrebbe voluto scaraventare in mare questo sgorbio ma questi,  prese subito a camminare in modo così comico e a roteare sulle sue gobbe che il padre rise quasi fino a farsi venire un mal di pancia. Alla fine la famiglia decise che quel bambino pure se brutto come un demonio possedeva lo spirito di un angelo... e decisero di tenerlo.

Insomma, il libro è molto divertente e pieno di trovate. Nei disegni Pulcinella viene rappresentato ora come il Punch inglese, ora come il Pulcinella napoletano e infine... quando nella storia viene acclamato in Francia come Polichinelle.

A scopo esemplificativo riporto i titoli dei capitoli:

I - Come un parente dell'autore ebbe una relazione colla famiglia del signor Pulcinella: -Nascita misteriosa dell'eroe.. - Particolari incredibili.

II - Progressi sorprendenti del giovane Pulcinella. - Come riesce a introdursi a corte. - Avventure dell'asino che balla sulla corda. - Come Pulcinella congedò un ambasciatore moro.

III - Pulcinella paggio del re. - Le tre disgrazie del signor di Bugolino, - Prima disgrazia. - Il segreto di Pulcinella.

IV - Seconda disgrazia del signor di Bugolino. - Cosa succedesse alla parrucca di questo signore ed a quella degli accademici.

V  - Terza disgrazia del signor di Bugolino. Sua costipazione, e singolari conseguenze.

VI - Come Pulcinella riuscì a distruggere un esercito di centomila Inglesi senza bruciare una cartuccia.  - Pulcinella abbandona Napoli e l'Italia.

VII - Orribile pericolo che corre Pulcinella durante la traversata. Come si salva. - Suo colloquio con un corsaro turco

VII - Si vede comparire il gattone color fuliggine. - Viaggio di Pulcinella: - Cosa gli capitò in una foresta.

IX - Con chi si trova Pulcinella. - Come riesce ad infilare i suoi compagni in uno spiedo.

X - Quale sorpresa attendeva Pulcinella nella grande città.

XI - Dell'incontro fatto da Pulcinella in un carcere. La coda del diavolo. - Modo d'evasione fino allora sconosciuto

XII - Pulcinella ai Campi Elisi. - Per qual ragione, onde essere veritiera, questa storia non finisce.

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 Altre versioni delle copertine del libro:















---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


Octave Feuillet (Saint-Lô, 11 agosto 1821 – Parigi, 29 dicembre 1890) è stato uno scrittore e drammaturgo francese.  Famoso durante il secondo Impero quando era scrittore ufficiale del regime.  Per trent'anni rappresentò un genere di narrativa di opposizione al realismo a cui ribatteva con il suo idealismo. Tra le sue opere più famose Il signore di Camors e il romanzo di un giovane povero.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Ecco alcuni dei disegni contenuti nella mia edizione:




I disegni sono realizzati da Bongini Adolfo già autore di celebri incisioni per le avventure di Pinocchio  o per  le avventure del barone di Munchausen.