giovedì 31 agosto 2017

Pulcinella in tournè 'ncopp'a torre di Montepulciano

Venìteme a truvà... stò a Montepulciano. Nossignore... non per scularme 'nu litro 'e chiò chiò, 'o vino  ca ccà  fanno buono. 
Stò 'ncopp'a a 'na torre, ca stà comm'a 'nu càntero proprio al centro di una piazza e tengo na mazza mmano. Ogni ghiuorno, piglio sta mazza e 'nbungt e bbangete... sbatt'a mazza mia 'ncopp'a na campana... accussì 'a ggente dice: ah, s'è fatta ll'ora, è meglio ca 'me spiccio.... è arrivato 'o mumento... ca me lev'a nant... 'o sasiccio.
Confermo: è tutto vero! Se passate per la Toscana, dalle parti di Siena... nello stupendo borgo di Montepulciano, vi troverete (precisamente a Via di Gracciano nel Corso, 51-59) di fronte una piccola torre costruita intorno al 1524. Poco più alta di un paio di piani, giusto al centro della piazza, con un orologio su di una facciata, sormontata da una scarsa merlatura e dall'automa di Pulcinella che scandisce il tempo.



Oggi conosciuta come Montepulciano, nel medioevo la città era nota come Mons Politianus. Lo testimonia un documento del 715. Qui vi nacque Agnolo Ambrogini, grande poeta della corte medicea e del nostro Rinascimento, che si fece chiamare “il Poliziano”. Ha notorietà anche per la ricchezza di ottimi vigneti, dai quali si ricava il Vino Nobile di Montepulciano DOCG.
Ma che centra con Pulcinella e, soprattutto, la statua è veramente quella di Pulcinella?



Una la leggenda vuole che fu un vescovo di Napoli del '600 (ma non si sa chi fosse ed a Montepulciano non c’è mai stato un vescovo nato a Napoli od in Campania) a porla li dove oggi al si vede.
C’è invece chi sostiene che Pulcinella fu messo lì come simbolo culturale, una maschera che ricordasse il Teatro e che facesse piacere alla nobiltà Poliziana.

Scrive, nel suo blog   "valdichiana oggi",  Maurizio Menchetti:
L’Arch. Fabio Fiorini e’ stato bravissimo nel descrivere il lavoro di restauro e ricostruire, ( attraverso fonti certe), della torre e dell’automa e la storia di questo Pulcinella che probabilmente e’ il rifacimento seicentesco di un medioevale Mangia. Lo stesso, ed io concordo con lui, e’ stato deciso nell’affermare che chi ha costruito l’automa, che rimane ad oggi autore sconoscito, non aveva certamente come riferimento il Pulcinella napoletano (di cui non ha niente in comune se non il colore dell’abito) ma probabilmente un personaggio spagnolo (Il Pica) e che quindi le tradizioni che hanno da sempre accostato l’automa alla maschera napoletana rimangono tradizione storica ormai radicata nell’animo poliziano ma non autenticità storica.
"Rubiamo" la definizione del personaggio del Mangia direttamente da Wikipedia:
Da sempre il popolo senese è solito chiamare con soprannomi ed epiteti cose o persone (non a caso ogni fantino che corre il Palio ha un personale soprannome datogli dalla contrada con cui esordisce); non fu escluso da tale consuetudine uno dei primi campanari adibiti a scandire le ore, tale Giovanni di Balduccio, "mésso dei Signori Nove", noto per i suoi sperperi e i suoi vizi legati soprattutto alla cucina. Tale fama gli valse il soprannome di "Mangiaguadagni" o, più semplicemente, "Mangia".[3]
Il lavoro di campanaro non gli durò a lungo visto che nel 1360 venne subito installato il primo orologio meccanico. Quando poi nel 1400 Don Gasparo di Simone degli Ubaldini (famoso al secolo per l'orologio del Rialto a Venezia, di Orvieto e di Città di Castello) ne rifece i meccanismi (n.d.r. si sta parlando della torre del Mangia di Siena), vi associò un automa per battere le ore sulla campana al posto del Balduccio. Il popolo senese conservò il nomignolo di "Mangia" anche per l'automa meccanico che l'aveva sostituito, anche in considerazione delle ingenti somme di denaro che venivano versato per i numerosi interventi di manutenzione e restauro dell'orologio e dei suoi complicati meccanismi.
La figura del “Mangia” è sempre stata accompagnata da un'aurea di mistero e fantasia. L'affetto e la simpatia che il popolo senese gli ha sempre riconosciuto è stata tale che, dal Seicento, gli vennero attribuiti alcuni componimenti satirici vestendolo così della dote di poeta. Risulta suo un madrigale dal titolo “ Il Mangia smartellato a gl'amanti ammartellati, infarcito di equivoci doppi sensi, ancora conservato presso l'archivio dell'Accademia dei Rozzi, datato 1667: “Dell'antica campana/ hor che mi trovo un Campanon maggiore/ Vò cercando per tutto/ Martel più grande per sonar l'ore;/ Voi amanti scherniti,/ Che di tal Mercantia sempre abbondate,/ Un de' vostri martelli a me portate: / Qual non voglio comprare,/ Ma si bene scontare / Che se col vostro sospirato oggetto, / Sollevarete gl'amorosi affanni, / Vi prometto di farvi ore com'anni.”
Qui, però, si parla della torre del Mangia di Siena. Altrove il Mangia viene descritto come: 
...nel linguaggio popolare toscano, un personaggio diabolico e spaventevole (mangiabambini) che ha trovato la sua raffigurazione più famosa nell'automa che batteva le ore nella torre del Palazzo Pubblico di Siena. 
Si legge nei commenti della stessa pagina del citato blog di Menghetti:

 
Il Prof. Guglielmo Marcocci riporta nel suo libro (tra le tanti citazioni) una in particolare che pare confermare questa tesi e cioe' quella del Prof. Andrea Calmi, del ginnasio poliziano, che nel 1881 pubblico' un corposo articolo sull'argomento in cui affermava, con novizie di riscontri letterari :
" il Pulcinella Poliziano non va' confuso con la maschera napoletana perche' il nostro e' una figura di onesto cittadino, torreggiante, imperterrito, sull'alto di una piazza con cappello a larghe falde, con una sopravveste bianca, stretta alla cintura e con calzini bianchi serrati al polpaccio. L'abito e' disseminato di grossi bottoni e, nella mano sinistra,impugna un'asta da oltre tre secoli, cioe' dalla seconda meta' del 600, ogni volta che trenta minuti precipitano nel nero abisso del tempo, il braccio destro, senza dolersi del formicolio in tanti anni passati nell'umidita', si alza lentamente , ricade e piu' volte colpisce col martello la malcapitata campana di bronzo e vigila sulla piazza".
Qualcuno di voi ha notato un vago accenno al fatto che i Poliziani, onesti cittadini,  non avrebbero mai accettato come loro rappresentante, addirittura, un Pulcinella... emblema di ladronerie e accidia?
Leggiamo, infine, come risponde un altro utente:

 (...) Vede,Menchetti,la faccenda è seria e va discussa con calma. L'automa, prima e dopo il rifacimento,ostentava una maschera?Il costume ha un'importanza decisamente secondaria.E' la maschera che corrobora,relativamente si intende,l'ipotesi di una parentela tra Pulcinella e l'automa.Per altro verso,se la maschera viene apposta all'automa con il rifacimento, rinnovandone l'identità:non potremmo trovarci di fronte,tenuto conto dell'epoca,ad una colta e sottile allusione barocca al trionfo del tempo e del disinganno?Affidandola a chi ,meglio di chiunque altro, è stato ,ed è ,in grado di rovesciare ogni eroico furore in saggio disincanto. Magari quell'artigiano aveva capito più cose, ed ha lasciato a Montepulciano un piccolo monumento di arguta saggezza ,di quelle contenute nella mente ristretta di Marcocci ,con le sue illusioni "progressiste" e civili.Secondo Dario Fo,Goldoni non aveva capito Pulcinella:si sorprenderebbe se non l'avesse capito Marcocci?

 Come non si può essere daccordo con questo utente? La statua è decisamente quella di Pulcinella. 


 dal sito http://www.quinewsvaldichiana.it/pulcinella-torna-sulla-torre.htm la statua di Pulcinella dopo il restauro

A svelare, forse,  la faccenda è un altro commento, sempre sullo stesso blog (che vi invito a leggere in originale perchè è molto lungo):
   Da: Scultura a Montepulciano dal XIII al XX secolo, Società Storica Poliziana, Montepulciano, Editrice Le Balze, 2003, pp. 104-105.
...
Statua di Pulcinella
Statua a tutto tondo in legno rivestito di latta
Autore: Giuseppe di Giovanni Valentini 
Data: 1680
Collocazione: Montepulciano, sulla sommità della torre di Pulcinella 
L'edificio prospicente su piazza Michelozzo, conosciuto comunemente come torre di "Pulcinella", fu costruito con funzione di orologio pubblico dalla "Venerabile Opera e Fraternita di S.Agostino" (...) Dalla lettura dei documenti originali presenti nell'Archivio della Fraternita di Sant'Agostino apprendiamo che alla data del 15 aprile 1523 venne dato un anticipo al maestro Goro da Chianciano "... p(er) parte del p(rez)zo deloriolo e campana ..." come da contratto, mentre nel settembre dello stesso anno vennero poi acquistati 8000 mattoni, per "... loriolo da farsi....". (...) 
Ma le notizie più interessanti sono però relative all' aprile-maggio dello stesso 1524 quando, a più persone, ma in particolare a tale "Nanni di strippa" vengono pagati: il legname (una "testa di trave") occorso per il fare "el mangia"; "le bullette" per l' armatura del "mangia"; a "mateio fabbro ... la mazza del braccio"; ed infine, ancora a "Nanni di strippa", la fattura del "cappello del mangia" Pochi anni dopo, nel 1532, per proteggere il legno con cui era stato realizzato il mangia "Mariotto dottaviano" ricopre la statua con " ... otto foglij di ferro stagnato ... p(er) asectare e aconciare Eluomo deloriolo". 
 (...) Nel corso del Seicento la statua venne più volte restaurata fino a che nel 1679, ormai "infradiciata" perse un braccio (quello che batteva le ore) che cadde nella strada sottostante.  
Il vecchio "mangia" è però ormai talmente logoro che l'anno successivo viene deciso comunque di sostituirlo. Il consiglio diede allora incarico al maestro falegname Giuseppe di Giovanni Valentini di effettuare il lavoro. Oltre al legno vennero pagati al Valentini 32 fogli di latta per vestire " ... la statua del oriolo. Durante i decenni successivi vengono annotati solo lavori di manutenzione ma, nel 1750 la statua, ormai vecchia di 80 anni, necessitò di un intervento più approfondito. Con nostra sorpresa nella segnatura di pagamento si legge : " ... a Bastiano Mazzi per avere raccomodato Pulcinella p(er) avergli rifatto le gambe e altro che sta sopra il ordegno che batte le ore ...". Ora, visto che sembra ragionevole affermare che la statua in questione sia ancora quella costruita nel 1680, ne consegue che la maschera napoletana è stata collocata sulla torre già alla fine del XVII secolo. 
In effetti il personaggio Pulcinella, la cui 'invenzione' é da far risalire ai primi del Seicento (Sembra che l'inventore di Pulcinella sia stato Silvio Fiorillo intorno al 1620), raggiunse proprio sul finire del seicento popolarità universale in virtù della grande voga teatrale conquistata in Italia ed in Europa ed é possibile che possa essere stato ben conosciuto anche a Montepulciano che già nel secolo XVII era dotata di un teatro per rappresentazioni. E' proprio grazie all' osservazione di riproduzioni grafiche di fine Seicento - inizio Settecento di Pulcinella che ritroviamo le maggiori analogie con l'aspetto della statua poliziana, specie in riferimento al particolare tipo di cappello ed al colletto che contrastano con quelli delle iconografie moderne della maschera napoletana (VB Enciclopedia Treccani alla voce: Pulcinella).




Mistero risolto allora? Chi lo sa. Data la somiglianza è difficile che la statua che campeggia sulla torre non sia quella di Pulcinella. Vogliamo dare l'ultima parola al nostro Acerrano? Pullecenè?! Ma allora... lla sopra sei tu o non sei tu?
Mistero risolto allora? Chi lo sa. Data la somiglianza è difficile che la statua che campeggia sulla torre non sia quella di Pulcinella. Vogliamo dare l'ultima parola al nostro Acerrano? Pullecenè?! Ma allora... lla sopra sei tu o non sei tu?

"Song'io? Nun songh'io?.... ma chi se ne fooootte?

martedì 2 maggio 2017

Pulcinella contro l'omm' 'e mmerda (e il trailer di Pulcinella Vs Arlecchino)

PULCINELLOMAN CONTRO L'OMM'E 'MMERDA

Amici cari, 'nu juorno fuje muzzecato da 'nu pullicino ch'aveva mangiato 'nu vvermezzullo dint'a na rustica  campagna della terra  dei fuochi di Giugliano.  
Subbèto me venette 'na mmossa 'e viscere,trònnole dint'a panza… pìrete'nturcinamiemt' 'e stentinee 'na sciorda fulminante.  
fu in seguito a chistu fatto, uà che mazzo, ca io scuprette ca m'ero pisciato sotto e  che avevo pigliato 'e superpoteri proporzionali proprio d'e pullecine. 
ma si capisce…  quando sponta 'nu supereroe… subito  accumpareno…  'e superfetiente: l'ommo wallera, sfaccimmusomanla janara, la donna fetosa e la capera… 
e appriesso ancora venettero dottor chiattillo, fareniello, 'o ricuttaro, 'ntrocchiamane don chitestramuorto.
Ma il mio  nemico acerrimo (acerrimo però… nun significa ca viene da Acerra)è sempre stato isso: l'omm'e mmerda.
'O potere che chisto  tiene è quello di essere 'na persona mediocre... senza valoree d'avere la faccia comm'tene lu culo
Può trasformarsi in chiunque e, comm fà 'a sabbia quando te scappa dalle dita… se 'nfizza dint'a ogni senga e ogni purtuso… e senza cuntegno già t'ha ammurbata l'aria, stu zèzzuso.
va dint'e posti d'o putere e te cumanna.mette 'e càmmice bianchi 'e  nun te diceca 'e vvote... cchiù 'e 'na meza supposta vale 'na scupata… 'Mpesta pure i tuoi amici solo che a stu punto,diventa assai difficile capire chi è ca è stato veramente posseduto e chi, ammagari… strunzo lo era sempre stato.
Io sò tenace ma isso è chiù curnutot'en'a risorsa ca 'è "n'omm'e niente" e chist, è 'o paese ca si nun vai niente'o te fanno ministro  o te fanno presidente
p'ò, se allu manco se vede dint'o custrutto, caccia ll'arma segreta:… 'e sorde, ca p'e tanta gente, sò comm'a 'nu faro...quando song'omm'e mmerda pure lloro.  
basta, ih che schifezza, quando è troppo è troppoio adoro 'e scazzuttiarme cu ggente bella, onesta e pulitada' quattro mazzìate aret'a capa d'o diavolo fetente'nfilà 'na funa nganna  'a morte scurnacchiata
mettere 'na mano 'mpiett'a Culumbinae appiccecarmi pò… cu fràtemo Arlecchino.ah… cheste si ca sò soddisfazioni.
 (G. MascoloJ




Approfittando di questo post battagliero, voglio segnalarvi un interessante video che ha come titolo PULCINELLA VS ARLECCHINO

Pulcinella è cresciuto custodendo un terribile segreto sulla sua infanzia, fuggendo dal malvagio Dottor Balanzone e dai suoi esperimenti crudeli. È scappato portando con se solo la sua maschera e la sua paura, lasciandosi alla spalle ciò che di più vicino aveva ad una famiglia.

Ma quando il grande amore della sua vita, Colombina, gli chiede di sacrificare la sua tranquilla vita da pizzettaro per salvare suo fratello Arlecchino dai demoni che lo possiedono; Pulcinella deve scegliere di impugnare la pala della vendetta e affrontare le ombre del suo passato!

Ora le due leggendarie maschere si affronteranno in un epico scontro nel più sanguinoso dei carnevali!





"ArlecchinoVsPulcinella"
Ideato e scritto da ALESSANDRO DI CRISTANZIANO, LORENZO MARZOCCA, SILVIO CIANCIULLO con la partecipazione di STEFANO BLASI
Regia e Montaggio ALESSANDRO DI CRISTANZIANO & LORENZO MARZOCCA

Starring:
FRANCESCO SCIRO’ [Pulcinella]
DANIELE BIANCHINI [Arlecchino]
MARTINA SIMONELLI [Colombina]
EMANUELE NATALIZI [Dottor Balanzone]

Musiche e Sound Design GABRIELE DUREGON
Costumi RACHELE BARTOLI
Trucco PFX RAFFAELLA DI BARTOLOMEO
Produzione Esecutiva HEADSHOT STUDIO, SARA PICCINNI LEOPARDI
Assistenti alla produzione LUCIO LUZZATO, GINEVRA BARBONI, GIOIA ZURLO
Operatore Drone NILS ASTROLOGO
Edizione FRANCESCA DI DONNA
Fonico di presa diretta GIANLUCA BONANNO
VFX ALESSIO PERICO'
D.O.P TOMMASO CASSINIS, TOMMASO SALAMINA

E con LEONARDO MOZZETTI [Pulcinella bambino], MARCO ZUCCARI [Arlecchino bambino], SARA BIANCO [Colombina bambina]
Comparse ANNALISA BUCCI, FRANCO D’AGOSTINO, MASSIMILIANO TURI, MARCO PASQUALE, LORENZO MASILI, LORENZO LEONARDI

Si ringraziano

ISTITUTO INTERNAZIONALE DI ISTRUZIONE GIOVANNI PAOLO II e Ottavio Di Paolo

PALESTRA HWAL MOO DO

MAAM Museo dell'Altro e dell'Altrove di Metropoliz

Mariachiara Sammartino , Tiziano Cioccolini, Saverio Corsaro

venerdì 24 febbraio 2017

1978 Un viaggio oltre il folclore: le indie di quaggiù. (Documentario RAI sulla Zeza)

Ecco un bel documentario scovato su Youtube (utente marco calzetta). 
Un viaggio oltre il  folclore: le indie di quaggiù. Seconda puntata: il maiale di Sant Antonio

Si tratta di un documentario in quattro puntate andato sulla rai intorno al 1978. Le sigle sono state realizzate dal gruppo MUSICA NOVA di E. BennatoC. D'angiò


Il filmato ci restituisce l'immagine di un italia del sud degli anni 60, non molto diversa da quella che poteva essere (nei paesini) nei secoli precedenti. In questi ambienti nascevano spontaneamente, con scopi magici, religiosi o  propiziatori le tradizioni popolari di cui la  seicentesca Canzone di Zeza fa parte. Su questo blog c'è questo articolo che già ne parla e, data la vastità dell'argomento, altri ne verranno. 

Aggiungo sotto il video del documentario girato presumibilmente a San Carlo di Sessa Aurunca- Caserta, un video più recente sempre con la Zeza e della stessa zona... affinchè possiate valutarne le differenze o il rispetto della tradizione. 
Buona visione


La canzone di Zeza San Carlo 1978


carnevale 2011 a San Carlo