martedì 15 settembre 2015

Pulcinella dint'o museo


Pulcinella dint'o museo


Mettere Pullecnella dint' 'o museo è comm'a tenè n'auciello dint'a càiola. Però, come l'auciello (ca pure se per l'arraggia) canta mille melodie, accussi Pulcinella mmiezz'a le cose preziose e rare che si trovano dint'a 'nu museo se presenta caccianno 'o mmeglio  'e se stesso  comm'a muzzarella 'ncopp'a pizza caccia 'o llatte quando viene infornata.
'O primmo museo che vi voglio far conoscere, quello che più di tutti io chiamerei "ufficiale" proprio perchè si trova ad Acerra, che è da tutti ritenuta luogo di nascita della maschera di Pulcinella, è proprio il Museo di Pulcinella del Folklore e della Civiltà Contadina.
Questo museo si trova all'interno di un piccolo castelletto al centro di Acerra e già quando entrate all'interno del cortile vi trovate davanti la faccia della statua del contadino Pulcinella, sorridente ad accogliervi.




Ah, dimenticavo di informarvi su unua cosa fondamentale: ccà se tras' e e nun se pava! L'ingresso è gratuito… (per informazioni precise andate sul loro sito… che però è quasi sempre in manutenzione... voi bussate, se trovate chiuso provate sulla loro pagina facebook).

Prima della vera è propria sezione dedicata a Pulcinella vi sono delle stanze allestite con mezzi e strumenti degli antichi contadini: rastrelli, finimenti per cavalli, un piccolo cocchio,  ricostruzioni di ambienti rurali, scuderie, cucine  ecc. Ogni arnese ed ogni suppellettile  della antica cultura contadina che aiuta anche a comprendere il contesto sociale e culturale in nasceva la maschera di Pulcinella.



Finalmente poi si accede alla vera e propria sezione pulcinellesca situata in grandi sale e corridoi contrappuntate da grande statue in creta del grande Lello Esposito (di cui in seguito parleremo). 


Il percorso  illustra i molteplici aspetti della maschera: ll viaggio di pulcinella e la commedia dell’arte; I natali di pulcinella; Acerra e pulcinella; ll vestito, la maschera; Pulcinella e la luna; Pulcinella la fame e i maccheroni; Pulcinella e i padroni; l santi, i balocchi, il presepe e pulcinella; La piazza ed il teatro; Le guarattelle; Pulcinella nel mondo. 

Pulcinella (autoritratto), 1968-’85, olio su tela, cm 60x50, Acerra (Na), Museo di Pulcinella 


ln questa sezione sono raccolti ed esposti: documenti originali riferiti alle tradizioni popolari, letterarie e teatrali su Pulcinella; opere d’arte antiche e moderne; costumi, maschere e foto degli attori, che hanno interpretato Pulcinella, da Antonio Petito a Massimo Troisi ed altri  oggetti rari . 




Sono anche ricostruiti un gabbiotto teatrale da piazza del 1600, un presepe pulcinellesco e sono allestiti diversi teatrini delle guarattelle provenienti da tutto il mondo.


Presso il Museo è allestita anche una Biblioteca contenente circa 2000 volumi, cassette e dvd riferite alle tradizioni popolari e alla filmografia su Pulcinella, fruibili nella sala-video.

La piacevole esperienza è assicurata, se poi si assistono alle manifestazioni culturali organizzate come le presentazioni di libri o conferenze o visite guidate non è difficile comprendere che questo museo è un vero punto di partenza e di riferimento  per gli amanti della maschera.

Come ho già detto il museo si trova nel Castello baronale quasi al centro di Acerra. Acerra è da molti ritenuta la città natale di Pulcinella (o di Puccio d'Aniello che nel '600 si unì come buffone ad una compagnia di girovaghi di passaggio nel suo paese fino ad arrivare in Francia). 
Non è questa la pagina in cui si parla della nascita di Pulcinella ma voglio segnalare che, oramai, l'idea che Pulcinella sia effettivamente nato ad Acerra è radicata nella mente della gente del luogo ed è diventato tradizione anche perchè sono tante le commedie in cui troviamo appunto scritto:

 "Io sono gnentelomo della Cerra diventato scaduto e squinternato e spiantato e accanito purzì." F. Guerrini, La legge d'amore, 1641  
"Io me chiammo lo sio Polecenella Cetrulo ditto lo bello de la Cerra manciatore de morzellette e stongo de casa a la chiazzetta". B. Lassari, Gli amori disturbati, 1660  
"M' aggio da informà, è lo vero, se è venuto chillo de Napole. E pe chisto vuà buono, cà da Napole e la Cierra ncè poco; sarà miezo paesano mio, e lo cognosceraggio! " C.S. Capece, Il testamento di Pulcinella, 1720  
"Io songo de l' Acerra Ma quanno po me sferra Ma quanno po m' afferra, mo ssaje che serra serra cchiù pevo de na guerra pote assommare nterra."  Scena popolare a stampa, secolo XVIII  
 "Io, Don Polecenella Cetrulo, nato a la Cerra ntra li ciucce, e cresciuto e pasciuto a Nnapoli ntra li sartimanche, sempe malato te mente, e sempe sano de cuorpo."  M. Zezza, Rimme de Polecenella Cetrulo, 1836 

È oramai radicato nella cultura degli Acerrani questa idea, come dicevo, che quando mi recai sul posto e chiesi ai locali dove si trovasse la "casa di Pulcinella",  di cui avevo letto su un libro di non ricordo quale autore, questi mi condussero per una viuzza quasi non asfaltata, tra sterpaglie e erbaccie (che quasi cominciai a preoccuparmi) poco distante dal detto castello e dove in fondo vi era un rudere cadente, fatto di poche travi e qualche mattone. "Questa è la vera casa dove viveva Pulcinella" mi dissero. Ancora oggi non ho capito se quel anziano a cui chiesi era veramente convinto della sua informazione o se, più facilmente, voleva solo prendermi in giro come se fossi stato un  turista tedesco che chiede informazioni ad uno scugnizzo. 


lunedì 7 settembre 2015

7 settembre 1860 Gli "Italiani" invadono Napoli. Scene dal film "'o RE" con Sergio Solli - Pulcinella


Il 7 Settembre 1860: la “ Piedigrotta”, anche festa nazionale delle Due Sicilie, è in pieno svolgimento quando, al culmine della risalita della penisola da parte dei “mille garibaldini”, Re Francesco II di Borbone lascia Napoli per evitare sofferenze al suo popolo. Nello stesso giorno, mentre il Re delle Due Sicilie è in navigazione verso Gaeta, laddove organizzerà l’ultima difesa del Regno, entra a Napoli Garibaldi che si reca a portare omaggio alla Madonna per simpatizzare coi napoletani. Quella data è da considerarsi a tutti gli effetti come l’inizio del potere camorristico in città.
(tratto dal blog BRIGANTESEMORE)

Un emblematico esempio di quello che successo viene raccontato nel film "'o Re"  di Luigi Magni con Giancarlo Giannini e Ornella Muti.
Qui Pulcinella (interpretato da Sergio Solii) viene ucciso dagli invasori e con lui, simbolicamente cade il popolo napoletano, strunziato dalle promesse tuttora mancate della futura unità d'Italia.




ecco cosa dice Pulcinella al minuto 2:12

gli "italiani" ci hanno ammazzato perchè tenevamo le armi… ve l'immaginate?! La spada di legno di Capitan Spaventa!
Poi dicono… voi siete un brigante… perchè tenete la maschera. No, no… nossignore. Io tengo la maschera perchè SONO una maschera… ma loro no… non mi conoscevano.
Vi rendete conto? Pullecenella Cetrulo di Acerra… gli "italiani" nun sanno chi è.
Ma che Italia hanno fatto?




lunedì 13 luglio 2015

Ciro Giorgio

disegno tratto dal mio libro-fumetto PULCINELLEIDE


Signori cari qui si parla di Pulcinella o no? Quindi onore e merito ai portavoci della maschera di Pulcinella nel mondo e nel pappamondo.
Ciro Giorgio, di cui avremo modo di parlare ancora nei prossimi post perchè ... 'o fatto è luongo, ogni tanto piglia e va in america... vestito da Pulcinella ballando per le strade di Los Angeles.




Va bbè... è ovvio, non è che una bella mattina si sveglia e va a ballare in America... forse è meglio che vi spiego prima chi è Ciro Giorgio. 

Ciro è un figlio d'arte napoletano. E' attore, cantante, organista, prestigiatore, trampoliere, ballerino,  regista ed autore di testi teatrali e canzoni .  

Inizia la sua carriera come attore nel 1962 nella compagnia dove  anche suo padre Gennaro recitava nello spettacolo " Il Grido della Giustizia " di S. Panetta, nel 1964 in "Turmiento 'e marenare" e nel 1965 in "Miseria e Nobiltà " di Eduardo Scarpetta con Nino Taranto, Dolores Palumbo e Luisa Conte. 


Continua a lavorare in teatro, nel cinema e in televisione con attori del calibro di Fernandel, Totò, Nino Manfredi, Gino Cervi, Gigi Proietti, Rossano Brazzi, Carlo Giuffrè, Edmonda Aldini, Tato Russo, Ida Di Benedetto,Tecla Scarano, Orso Maria Guerrini, Roberto De Simone, Ugo Tognazzi, Mico Galdieri, Mario Merola, Nino D'Angelo etc.  



Nel 1980 fonda la Cooperativa " Centro Teatro Studi " di cui è Presidente e con la quale organizza spettacoli teatrali curando spesso la regia ed i testi. Ha collaborato con il  Museo delle Tradizioni Popolari di Roma alla realizzazione di una mostra su "Pulcinella e la Maschera" curata da Beatrice Premoli presso la Reggia di Caserta.

Viene  definito dalla critica "l'ultimo Pulcinella" ma su questo punto sapete come la penso
(nella sua interpretazione l'attore scompare e salta fuori la vera maschera napoletana) così afferma il regista Roberto De Simone, che nel 1992 gli affida il ruolo di Pulcinella nello spettacolo "Il Canto de li cunti". 

Uno delle sue prime apparizioni nel cinema è stata proprio nelle vesti di Pulcinella nel "Mammasantissima" di Mario Merola.


Seguono poi diversi progetti di cui avremo modo di parlare in seguito (compreso del film sopracitato), tra questi   nel 1993 organizza un tour in Ungheria con lo spettacolo " Ki Latta Pulcinellat?   Nel 1997 porta Pulcinella " ... a spasso nel tempo"  grazie alla collaborazione del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa e con il Patrocinio del Provveditorato agli Studi di Napoli.
Nel 2000, con la sua compagnia è a  " Helsinki, Capitale della Cultura 2000 ".dove ha diretto un laboratorio sul teatro e la maschera, realizzando uno spettacolo su Pulcinella  in Finlandia e a Tallin in Estonia.

Seuono altri film, apparizioni in tv ed è diventato ormai ospite fisso, da molti anni, al “San Gennaro Feast “di Las Vegas, a Maggio e a Settembre, e alla Italian Feast of San Gennaro di  Los Angeles ogni settembre settembre.




lunedì 6 luglio 2015

Pulcinella nella pubblicità: lo spot della Mozzarella Galbani: Enzo Garramone



Guagliò... a questa pubblicità bisogna farci tanto di cappello, e si! perchè il cappello di Pulcinella è moscio e la maschera è alzata ma... sempre Pulcinella è. 
È una delle pochissime pubblicità in cui compare l'acerrano, le altre le scopriremo in "corso d'opera".
Non sono sicuro se anche questa pubblicità fu diretta nel 1997 da Federico Brugia ma posso dirvi con certezza che la voce che sentite del Pulcinella è quella dell'imitatore e cabarettista napoletano Enzo Garramone. Come faccio a saperlo? Uh Ggiesù! perchè ci conosciamo.
Enzo Garramone ha fatto una vagonata di apparizioni al cinema, tv e teatro tra cui: Scugnizzi di Nanni Loy, il medico dei pazzi, la piovra 7, la squadra, un posto al sole, uno mattina, FORUM di sera ecc. anche se alcuni di voi lo ricorderanno come il barman imitatore del programma di Guardì "I FATTI VOSTRI" tra il 1990 e il 1997. Per la cronaca oggi conduce un programma di calcio chiamato "Napuli e  core"



Enzo Garramone prestò gentilmente la sua voce per un mio cortometraggio su Massimo Troisi  la cui sigla di coda è questa che allego. Si chiama Giugno, il mese in cui morì Massimo) ed è cantata da Pino Daniele (magari).




 E, sempre con Enzo Garramone, provammo a leggere per scherzo alcuni brani di una mia commedia, "la nottata", ancora inedita per "imitatore solista". È già giorno, nel paesino in cui il metronotte Antonio (Totò) ha appena smesso di lavorare, ma è un giorno particolare: il sole non si è alzato ed è presente ancora la luna.





mercoledì 24 giugno 2015

Pullecenella cu 'o coppolone fa 'o cuppolone e sta dint'o cuppetiello

'O COPPOLONE 'E PIEDIGROTTA

Nell'album della Nuova compagnia di canto popolare (NCCP) Li Sarracini Adorano Lu Sole , Roberto de Simone inserisce nel suo brano "Alli uno alli doie" la frase "'o piglio mman o vott' 'nterra 'o faccio fa Pullecenella". Ma di che parla? ma possibbile mai  (attenzione la doppia b è un rafforzativo) che quando si parla di qualche cosa che allude al sesso ci sta sempre Pullecenella in mezzo?
Eh si, non ve ne siete accorti?in quella frase in modo neanche tanto nascosto si parla di masturbazione.
La stessa cosa vale se ci ricordiamo dei "coppoloni" che venivano fatti alla gente in mezzo alla strada ai tempi della Piedigrotta: mentre eri tra la folla per andare a vedere la Piedigrotta ti poteva capitare che da dietro ti si avvicinasse uno con un'asta alla cui sommità teneva una specie di lanterna sfondata tutta decorata di lustrini e piume, qualche volta aveva pure la faccia mia... cioè di Pulcinella. 
Il tizio, dopo che ti aveva adocchiato, te la calava sulla testa e tu ci entravi dentro quasi fino al busto. Poi la alzava un poco, la abbassava, la alzava e la  abbassava nuovamente come se... stesse praticando una forma di autoerotismo e tu fossi stato... va bè! lasciamo perdere.
Quando alla fine ti lasciavano andare... ne uscivi tutto sconvolto, con i capelli arruffati... come se fossi stato partorito, e venivi lasciato tranquillo fino a che qualcun'altro non ti fosse venuto a sfottere nuovamente.




PULLECENELLA DINT'O CUPPETIELLO



Signori miei non mi chiedete a quando risale questo giocattolo. Chi dice settecento chi dice ottocento... ma, oramai è risaputo, quando sono cose che riguardano la mia medesima persona di me stesso non si può mai dire quale sia la data esatta della loro prima apparizione.
Ma voi ci pensate quanta goduria e che sollazzo quando il bambino faceva salire e scendere la capuzzella del Pulcinella dentro il cono di cartone e cercava di suonare un motivetto con la trombettina rossa, blu o gialla che era inserita nel centro del cono? 

E questo gesto onanistico veniva eseguito dai bambini con l'approvazione amorevole delle mamme,  attente alla salute degli occhi del loro bambino, ma ignare del significato simbolico di quel tipo di trastullo.






Tutt'oggi è possibile incontrare per le strade di Napoli un venditore di Pullecenella dint'o cuppetiello. È ovvio che chi scrive possiede uno di questi affari comprato qualche anno fa dalle mani di un parente che è parente di uno di quelli che li realizza... è altresì scontato che quando vidi appeso su una bancarella di dolciumi un Pulcinella dint'o cuppetiello fato completamente di plastica me lo accaparrai di corsa. Il confronto tra i due modelli è impietoso... ma questo è il progresso.

  

Tornando all'originale: l'artigiano spesso realizza le capuzzelle del pulcinella in argilla spesso senza neanche cuocerle nel forno. Utilizza la carta da regalo per decorare il cono e un fil di ferro per il meccanismo per muovere il Pulcinella. 
Sfido chiunque a suonare, però, a suonare quella stessa trombetta che il venditore sembra padroneggiare come se suonasse la tromba di Louis Armstrong.
Sembra facile, ma non lo è.





'NU PULLECENELLA DINT'O CUPPETIELLO TUTTO DI CARTA

Della stessa famiglia di quelli sopracitati fa parte questo altro gioco per bambini di un tempo lontano. 
Si tratta di un Pulcinella che agita le braccia fatto completamente di carta.
Questo Pulcinella, se siete osservatori, lo avete visto nel finale del primo atto della commedia Natale in casa Cupiello di Eduardo de Filippo, tenuto in mano da Tommasino che gioca con esso con la faccia inebetita di piacere.


Di seguito posto il link con il tutorial per realizzare questo oggetto ipertecnologico e la relativa scena citata.






giovedì 11 giugno 2015

Raffaele Viviani

Aveva quattro anni quando debuttò in un teatrino d'infimo ordine: il Masaniello a Porta Capuana (una baracca costruita dal padre, vestiarista teatrale), dove sostituì il cantante Carlo Ciofi, ammalatosi.
Raffaele Viviani (Castellammare di Stabia, 10 gennaio 1888 – Napoli, 22 marzo 1950))  divenne in breve uno dei più grandi attori e autori del novecento, un commediografo innovatore che rappresentava  una società profondamente sofferente in un dialetto fortemente contrastato dal regime fascista. Numerosi i tagli della censura ai suoi scritti ma, il censore, qualche volta, restituiva un copione scabroso con una nota al margine: «Si autorizza la rappresentazione solo se recitato dall'attore Viviani».
Era un attore complesso e dotato, con quell'eccezionale maschera capace di assumere mille sembianze e mille espressioni, sovente senza neppure l'ausilio del trucco, con quella sua figura sottile e scattante, capace di impersonare un giovanotto oppure un vecchio cadente. Capace di interpretare con tanta efficacia sentimenti semplici e complesse passioni.
Egli  odiava ogni forma di faciloneria e di improvvisazione e, fin dall'inizio della sua attività nel teatro di prosa, impose a se stesso e agli attori della propria compagnia un rigore interpretativo e una fedeltà al testo scritto che erano assolutamente sconosciuti nel teatro napoletano di allora. Viviani è presente in alcuni film ma l'unico che è possibble vedere oggi in DVD è La Tavola Dei Poveri

Spesso Viviani scriveva di notte dopo lo spettacolo,  dirigeva le prove della compagnia durante le mattinate seguenti e  iniziava a recitare lui stesso nel pomeriggio per finire dopo la mezzanotte, ora in cui, insieme con l'impresario,  faceva i conti con l'amministratore e finalmente si concedeva due o tre ore di sonno. 




 Viviani, come anche  De Filippo, rappresentano consapevolmente, una rottura più che una continuità rispetto ad una tradizione relativa alla maschera di Pulcinella che essi, così come per tutto il teatro tradizionale,  considerano arcaica e di cui cercano, piuttosto, di capirne il significato e la funzione. 

La morte del padre lasciò la piccola famiglia in una situazione difficilissima.
Il piccolo Papiluccio, era il suo soprannomefattosi coraggio si mise in cerca di una scrittura. Fu ingaggiato da un impresario di giostre e numeri di circo, tale Don Ciccio Scritto e con lui interpretò il  Don Nicola nella Zeza  (questa esperienza fu ricordata in seguito in Circo Equestre Sgueglia una commedia del 1922). 
Successivamente, a carriera ormai già avanzata,  Viviani intende far conoscere ulteriormente Antonio Petito, interpretandone una commedia e indossando il camiciotto bianco di Pulcinella, recitando  al Teatro delle Palme a Napoli.
Nel 41 mise in scena Siamo tutti fratelli, una sua riduzione di un testo di A. Petito (So' muorto e m'hanno fatto turna' a nascere).

Viviani, pur rifacendosi a questa commedia di Petito la rielabora in maniera innovativa enfatizzandone alcuni tratti fondamentali del linguaggio pulcinellesco tradizionale e - come osserva acutamente "Domenico Scafoglio - presenta un Pulcinella perduto in una sorta di angelismo rapito e sognante: costretto a muoversi in un mondo di opportunisti, passa agli occhi di tutti come lo sciocco di sempre, manovrabile a piacimento dai furbi disonesti, anche se, nell'interpretazione dell'autore, sembra rappresentare la radicale alternativa a questo mondo."

Viviani trasforma il distacco storico del buffone, il suo fare disimpegnato e canzonatorio che conosciamo in un esplicito atteggiamento di rifiuto morale e di fuga da un mondo che gli uomini plasmano sulla misura dei propri egoismi e delle proprie ipocrisie.




scena tratta da "siamo tutti fratelli" immagini ricolorizzate (originali di Giuliano Longone) prese dal blog http://italiacolorizzata.tumblr.com/ 


1933: L'ombra di Pulcinella,  in questa commedia, Viviani - come osserva Domenico Scafoglio - "mostra la decadenza triste e penosa di un vecchio interprete del Cetrulo, Vincenzo, che rappresenta emblematicamente la fine del teatro di Pulcinella, irreversibilmente destinato a ridursi alle dimensioni di teatro di fantocci per un pubblico infantile; questo destino è incarnato dal figlio di Vincenzo, che manifesta al padre l'impossibilità di dare al Cetrulo altri contenuti e significati che non fossero quelli del passato."






Scritto in collaborazione con il figlio Vittorio tra il 1944 e il 1947, I dieci comandamenti è uno degli ultimi lavori di Raffaele Viviani. 
Ormai gravemente malato, l'autore immagina uno spettacolo che sia, in qualche modo, summa della sua ricchissima esperienza teatrale e affresco della società che va emergendo dalla Napoli del secondo dopoguerra. 
Ancora una volta il primo riferimento di Viviani è il "varietà" che, per spregiudicatezza e verve umoristica, ritiene si presti meglio di ogni altra forma teatrale a raccontare la vita della sua "gente".
Pulcinella introduce i dieci quadri: in vividi scorci di quartieri napoletani si alternano episodi di aspra ironia ad altri di struggente poesia o di dolorosa constatazione di una nuova, imperante, povertà morale. 

Viviani utilizza Pulcinella nel suo prologo (Pulcinella entra a sipario chiuso) facendogli cantare questa bellissima canzone contro la guerra:


SI VIDE ALL'ANIMALE






Si vide all'animale
ca stanno 'ncopp' 'a terra
ti pienze sempe a mmale,
tu vide sempe guerra!

'O cane, cu nu strillo,
vò muzzeca' o muscillo,
ca afferra 'o suricillo
pure 'a dint' 'o mastrillo!
Marame'! Siente, sie'!
Che battaglia, neh!

'A vorpa po' ca è ffina,
aunita cu 'a faina
s'arrobba a na gallina,
l'azzanna e s' 'a strascina!
Marame'! Siente, sie'!
Quant'arruobbe, neh!

'O lupo, preputente,
comme si fosse niente,
se mette sott' 'e diente
na pecora 'nnucente!
Marame'! Siente,sie'!
Chella more, mbe'!

(imita il belato della pecora)

Largo e tunno,
chisto è 'o munno:
pure ll'uommene, se sa,
s'hann'a massacra'!

Che ll'afferra
ca na guerra
ogne tanto s'ha dda fa'?
Forse pe' sfulla ?!

So' 'e putiente,
malamente,
ca cchiù 'a vorza hann'a 'ngrassa',
senz'ave' pietà!

'O prugresso?
More 'o fesso!
Jh che bella civiltà!
Che mudernità!

Neh, ma overo simmo fatte puorche crape pulicine,
ca ce accidono pe' niente, ca ce levano 'e stentine?
Nun servimmo p' 'e ccustate, p' 'e ssacicce, p' 'o ppresutto!
Nun cacciammo brodo e llatte, pe' nun dicere uno 'e tutto!
Ccà nuie simmo crestiane,e tenimmo 'o ccore 'mpietto!
E c'è cara 'a vita nosta,perciò merita rispetto!
E vedimmo, pe' stu fatto, 'e campa' cu 'a legge 'e Ddio!
'Nnanze a Dio nuie simmo eguale: nun ce stanno "tu" e "io"!
Ma però 'e Cummandamente se rispettano? Nun sempe!
E se sape.... 'O munno è tristo! Chisti ccà sò brutti tiempe!
E ma allora, 'o munno è tristo e nisciuno 'o pò cagna?
Mo nce vo', 'e Cumandamente nun se ponno rispetta?
Una è a guerra ca ce spetta; e purtroppo l'imm'a fà:
chella llà ca tutt' 'e juorne se cumbatte pe' campa'!





martedì 9 giugno 2015

Libri: piccolo contributo alla ricerca su la origine e storia di Pulcinella - Gaetano Caporale

Inauguro questa nuova sezione del blog, dove mi occuperò di presentare libri (manuali o lettaratura) dedicati a Pulcinella Cetrulo, parlando di questo libro che acquistai alcuni anni fa, quando c'era ancora la LIRA.




piccolo contributo alla ricerca su la origine e storia di Pulcinella di Gaetano Caporale, libro edito nella versione che io posseggo, nel 1978 ad Acerra dall'editore "la nuovissima". Pubblicazione postuma a cura di Gennaro Niola.

"Con la divulgazione di questo studio che risale agli anni 1986-99, incompiuto del Caporale su Pulcinella si vuole impostare il dibattito su tale maschera a partire dalla matrice socio-culturale che l'ha generata, evidenziando, altresì , la metodologia storiografica usata dal Caporale." 
Ma che significa? Boh! non ve la prendete con me... questa è la descrizione che c'è dietro il libro. 

Il formato del libro è di 16 per 21 cm per 163 pagine. La copertina è realizzata con un cartoncino ruvido leggermente giallastro ed è stampata in rosso e nero.

Il libro, essendo uno studio sull'argomento, propone le diverse storie e leggende della tradizione orale che probabilmente hanno generato la figura di Pulcinella.
Si parla di Paoluccio della Cerra, di Maccus e di altre "storielle che ruotano in torno a Pulcinella" ma l'autore si sofferma soprattutto sul legame di questa maschera negli strati più profondi della cultura contadina arcaica fino ai tempi più moderni.
Ecco di seguito alcuni titoli eloquenti dei capitoli contenuti nel libro:


  • parte prima
  • cap 1 La nascita di Pulcinella 
  • cap 5 Il criterio etnografico del tipo buffo
  • cap 6 il concetto di una maschera sola trasformabile col tempo e la pubblicità
  • cap 7 le Atellane completamente estranee alle Pulcinellate

  • parte seconda
  • cap 1 Uno sguardo al Risorgimento italiano
  • cap 2 schizzi biografici di L. Pulci - genesi storica del MORGANTE
  • cap 3 derivazione etimologica del vocabolo "Pulcinella"

  • parte terza
  • cap 1 Oscuro periodo della storia di Pulcinella - G.B. della Porta autore del primo scenario dove entrava Pulcinella - volgarità di Pulcinella nella decadenza della commedia improvvisata.
  • cap 2 I Fiorillo interpreti di Pulcinella
  • cap 3 i pulcinella successivi (Calcese, Baldo, Fracanzano ecc)
  • parte quarta
  • cap 1 i travestimenti di Pulcinella
  • cap 2 Pulcinella degradato a triviale buffone di piazza
  • cap 3  le sorti di pulcinella dopo lo sventramento di Napoli e vani sforzi di Scarpetta nel volerlo sostituire con Sciosciammocca.


Nel raccontare le "storielle" su Pulcinella il Caporale  ha voluto intessere la genealogia di Pulcinella come se fosse stata una persona vissuta in carne ed ossa. In alcune zone interne d'Acerra esistono ancora persone convinte di conoscere quale sia la vera casa di Pulcinella (io l'ho vista, era un rudere ad Acerra e credo che oggi sia stata  abbattuta).
Si propone la possibilità che un sarto o un avvocatuccio o un campagnolo  sia stato il tipo primitivo della maschera di Pulcinella.  
Caporale propone l'idea che il nome di Pulcinella possa spiegarsi a partire dal nome di un antico poeta, argutamente buffone, chiamato Luigi Pulci.

Insomma si tratta questo di un libro veramente completo, anche se spartano nella fattura, essenziale per ogni amante di Pulcinella che non vuole soffermarsi solo sui luoghi comuni e non vuole neanche adagiarsi a quella che è la versione "ufficiale" scritta da Benedetto Croce.

Insomma è un libro che dovete assolutamente avere ma, qua viene il brutto: il libro è praticamente introvabile. Quindi... arrangiatevi!


Chi è GAETANO CAPORALE

Gaetano Caporale (Acerra, 15 novembre 1815 – Acerra, 19 gennaio 1899) è stato uno storico italiano.

Nacque ad Acerra nel 1815 da famiglia di modesta condizione sociale.
Studiò nel seminario di Acerra, poi nel collegio dei Gesuiti di Napoli dove si diplomò. Ottenne in seguito la laurea in medicina e chirurgia. 
Fu tra i pionieri dello studio della statistica.

Venne nominato professore di statistica nell'Istituto d'Incoraggiamento di Napoli. È stato membro della Commissione conservatrice dei monumenti ed oggetti di antichità e belle arti di Terra di Lavoro.

Fu anche storico e archeologo. Fu membro di numerose accademie Italiane e Straniere. Sue numerose pubblicazioni tra cui:
Notizie storiche della città di Acerra in Poliorama Pittoresco 1845;
Gli acidi nucleici del fegato di ratto... 1859;
Le Virtù e le lodi di Ferdinando II di Borbone Re delle due Sicilie 1859;
Delle acque minerali campane alla Esposizione Italiana del 1861;
I vantaggi della Statistica 1861;
e numerosi altri
 Morì ad Acerra nel 1899.









lunedì 25 maggio 2015

PULCINELLA nei formaggini MIO

Ve l'arricordate o no queste  figurine 'e plastica che uscivano da dentro 'e formaggini MIO locatelli  negli anni '70?.  E non ci trovate pure lla dentro 'o Pullecenella preferito vuosto?
Le figurine si chiamavano PLASTECO   ed erano allegate alla confezione da quattro formaggini. 
Ho visto che quasi nessuno in rete parlando di queste figurine ne parla (forse l'hanno dimenticato) ma su ogni confezione doppia (o quadrupla... mo' nun voglio dicere fesserie) veniva incellophanato il fondale della serie di figurine in corso. Il fondale era pressappoco di 60 centimetri per 21, piegato a tre, con sopra lo sfondo di un castello, di un bosco, del palazzo di cenerentola ecc.. 

Le figurine periodicamente proponevano in una serie numerata dei temi  ad esempio il far west, Pinocchio, Biancaneve ecc. In questo caso la serie è: Paperino e le maschere e Pulcinella-Paperino è la figurina numero 9.  






Altre figure della stessa serie 



Qualche anno  prima (probabilmente nel 1960)  la locatelli pubblicò un altra versione non Disney delle MASCHERE in cui Pulcinella aveva il numero 16




Ma non finisce qui:


Addirittura troviamo Pulcinella anche in una figurina animata della stessa Locatelli che uscivano sempre allegati ai formaggini MIO. 
Stavolta ci spostiamo  indietro in un periodo che va dal 1957 al 1965.
Il movimento era dato muovendo la figurina in maniera da vedere l'immagine stampata su alcune minuscole strisce a rilievo che consentivano a chi osservava di avere delle immagini differenti in base all'angolo di osservazione (tecnica della stampa prismatica lenticolare). 

Se volete potete cliccare su questo link per trovare altre 


mercoledì 6 maggio 2015

Tommaso Bianco (parte 3) in action

Ecco alcuni brani tratti dalla rete in cui Tommaso Bianco interpreta un omaggio a Eduardo de Filippo recitando tra l'altre queste celeberrime parole dette nella commedia, sempre di Eduardo, "sabato domenica e lunedì:

Sono Pullecenella Cetrulo, servo devoto di chi lo apprezza e per chi disprezza, di chi lo arrepezza  e di chi lo scapezza.
Lascio ai piedi di questo nobile simposio insimposiato una lacrima grande e lunga quant'è una cocozzella...
 ma il dovere mi chiama: la turba in turbulazione mi aspetta.
Il richiamo delle tavole tarlate e traballanti è più forte della fragranza di questo ragù... prioriano di donna Rosa.
Sunate campane, sparate li botte. Sciacquitte facite per tutta la notte e a chist signure che m'hanno senuto... 'nu vaso 'le manno ... e 'nu bellu saluto.


In questo video il maestro è in un momento dello spettacolo "l'ultimo Pulcinella" a Bologna con Massimo Macchiavelli e interpreta una "improvvisazione" tratta dagli "Zanni e la madonna".
Precisamente si tratta del brano iniziale in cui Arlecchino e Pulcinella vedono un merlo e se lo vogliono mangiare.  





Questi schizzi invece li ho "rubati" durante una trasmissione andata in onda su Canale 21 negli anni '90 intitolata "nuttata 'e sentimento" 






Tommaso Bianco (parte 2) Lu curaggio de nu pumpiero napulitano

Lu curaggio de nu pumpiero napulitano è una delle prime commedie scritte e rappresentate da un poco più che ventiquattrenne Eduardo Scarpetta nel 1877. 
 In questa commedia, nota anche come Felice, maestro di calligrafia,  Pulcinella non è il comico protagonista ma ha il secondario ruolo di servitore, mentre compare un nuovo protagonista, generato dalla fertile fantasia di Antonio Petito ma reso personaggio vero proprio da Scarpetta: Felice Sciosciammocca.

 Di Felice Sciosciammocca e di quell'altro birbante di Scarpetta che, in pratica, è stato colui che ha innestato progressiva eliminazione della maschera di  Pulcinella (forse perchè si racconta che Pulcinella da piccolo lo spaventava a causa della mezza faccia nera), parleremo in un altro post. 

La commedia narra la sempre eterna storia dei  giovani gli innamorati che vogliono coronare il loro sogno d'amore sposare contro la volontà dei vecchi. In più c'è anche la presa in giro della categoria dei neoricchi e dei ricconi in generale. Il tutto collegato dalla vicenda del ciabattino Andrea che grazie all'eredità di un lord inglese, è diventato barone e ora ha manie di nobiltà...  
Apparentemente nulla di nuovo ma la commedia nasce proprio come richiamo aella commedia dell'arte nata  a metà del 500.  Soprattutto la versione di Eduardo de Filippo (che di Scarpetta è il figlio) pur se pesantemente rimaneggiata (ad esempio la lanterna magica e il finale a sorpresa  è un invenzione di Eduardo) vuole essere un omaggio quasi pedagogico ad un tipo di rappresentazioni ormai sparita dal teatro se non come semplice rappresentazione di vecchi copioni.




Esiste la versione completa su youtube di questa commedia e io qui ne inserisco il link ma nell'eventulità che possa essere rimossa per problemi di copyright allega anche un paio di schizzi tratti dalla stessa commedia.

Ai giovani dico: studiate questo Pulcinella, guardate come saltella, come zompetta, come è tutto quanto... una maschera... e come, allo stesso tempo resta sobrio e misurato.
Vi ricordo che in questa commedia Pulcinella non è più lo sciocco servitore di una volta, caso mai si comporta da sciocco per non lavorare, anzi... è quasi un personaggio evoluto, elevato quasi al ruolo di quasi "borghese".
Per questo motivo gli è stato contrapposto la nuova (meza)maschera di Felice che invece mantiene i vecchi caratteri comici del popolano che prima erano caratteristiche di Pulcinella.